Pro Loco "Casali del Carolino"

 
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gastronomia tipica

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Carne, latte e derivati di pecora e capra, derivati del maiale (in particolare del maialino nero casertano) e del manzo, polli, conigli, fagiani, piccioni, quaglie e carne di cavallo e di cinghiale; olio, fichi, fichi secchi, fichi d’india, castagne, sorbe, ciliegie, amarene, cachi, mele, pere, nespole, noci, uva, miele e vino (soprattutto Fragolino, Pallagrello - bianco e rosso - e Casavecchia rosso). Apprezzato anche il poco noto tartufo bianco tifatino.

Numerosi anche i dolci: le massaie del carolino si distinguono nella produzione casereccia di dolci della migliore tradizione della pasticceria napoletana, specialmente nei “guanti” (caratteristici ed onnipresenti nei momenti di festa), torrone dei morti, “casatiello” dolce casertano - da distinguersi dal napoletano, che qui prende il nome di “tortano nzogna e pepe” (sugna e pepe), “migliaccio” (dolce e salato), “pastiera” (di riso, di grano o tagliolini fatti in casa), taralli (dolci e rustici) con finocchietto e mandorle, “freselle” e “pascuotti”, “murzetti” (tipo cantuccini), “susamielle”, “roccocò”, “mustacciuoli”, zeppole (con patate e non) e struffoli oltre a liquori come limoncello, nocino, basilichino, rosoli e mistrà, sorbetti e pane e pasta di tutti i tipi.

Tra i piatti tipici locali spiccano certamente le “pettule e fasuli” – sotto una locale, interessante e particolare variante della versione originale napoletana – i “fasuli â cafona”, “ciceri e tagliarelle”, “strangulaprievete” con patate e non, “menestra mmaretata” con nnoglia di maiale, “pere e salciccia ‘e premmone forte” (piccante), pancotto, baccalà e stocco in tutte le sue varianti, “salciccia” e friarielli, salsicce e “puparuoli” (peperoni sott’aceto), “mulignane ‘mbuttunate”, melanzane dorate e fritte, a “fungetielli” con peperoncino, e l’indimenticabile “parmigiana”, dalla variante più semplice a quella più elaborata.